Odori di mosto nell’aria

 

 

filetNei paesi
escono ancora folate
di odori di mosto
dai palmenti familiari.

Nubi di moscerini,
sospinti dal vento di scirocco,
avidi di zuccheri,
sciamano all’arrembaggio
di vetrate lucenti,
si appostano
dietro tendine di filet.

I torchi spremono l’ultimo succo
dai raspi ormai anemici.
Cadenzati suoni
accompagnano il duro lavoro dell’uomo,
ancora forti braccia
lo distillano
in questo mestiere antico
che seppe ingannare Polifemo.

Fermenterà a lungo
nelle giare dal gravido ventre
a custodire e maturare
l’agognato nettare di Dionysio,
capace di deliziare le gole
ed annebbiare le menti.

Fine settembre 2010

Odissea “Il Ciclope Polifemo” v. 335-367
—Ciclope, to’, bevi il vino, dopo che carne umana hai mangiato,
perché tu senta che vino è questo che la mia nave portava. Così dicevo; e lui prese e bevve; gli piacque terribilmente bere la dolce bevanda; e ne chiedeva di nuovo:

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