I tramonti di Franco Falappa

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L‘artista Franco Falappa, nativo di Ardea, “ Città metropolitana di Roma Capitale” ha prodotto una serie di dipinti intitolati “Tramonti” da dedicare all’adorata moglie, di recente scomparsa. Pur avendo all’attivo una lunga e luminosa familiarità con la tecnica del Mosaico, Il Nostro eccelle altresì nell’arte pittorica, utilizzando di volta in volta olii, acquerelli e acrilici.

I Tramonti, dipinti che sembrano segnare un’ importante tappa nel percorso artistico di Franco, sono immersi in una luce metafisica che vanno oltre le semplici impressioni che un fruitore possa cogliere ad una prima osservazione.  La pittura metafisica e surreale, infatti, va oltre l’apparenza, oltre la percezione sensoriale e visiva.

Franco Falappa, in questa sua ultima produzione, fa un balzo di notevoli dimensioni di spazio e di tempo confermando la fama di cui già ampiamente gode nell’universo variegato che compone l’immensa falange di artisti italiani, i quali costituiscono la vera ricchezza del popolo italico. Gli Artisti, ieri come oggi, producendo Bellezza, rendono bella la miseria nella quale ci siamo ritrovati, da un momento all’altro, in questo nostro glorioso paese.

Ma volendo staccarmi da una analisi socio-politica, desidero avventurarmi nella Luce che emanano questi suoi ultimi lavori; una Luce sovrannaturale, una Luce che proviene da un Mondo altro, un mondo cosiddetto dell’Altrove.

Il lievito che ha fatto maturare e realizzare questi dipinti è il lievito salvifico del dolore… non ho detto, Il lievito “distruttivo” del Dolore… ma “salvifico e fertile”, capace, cioè, di trasformare un immenso dolore in una immensa forza creativa, che lo ha portato alla creazione di questi straordinari dipinti, i quali, sono dei fotogrammi del suo vissuto quotidiano accanto alla sposa… Franco ha saputo descrivere l’amara solitudine nella quale si è venuto a trovare senza la sua amorevole presenza, senza più udire la sua voce, senza sentire più la propria mano, stretta nella sua.

I rossi accesi, sono sì i colori del tramonto, ma sono le sue lacrime cocenti, che gli infiammano le guance, sono i silenzi, sono le paure di chi si sente solo… I paesaggi ora porpora e oro, ora di un bianco  siderale, descrivono il disagio psicologico nel quale brancola come un infante; come un volatile senza più cieli da solcare; come alberi senza più foglie nè frutti da donare. Eppure, in tutta questa desolazione, l’artista sogna ancora terre che producano frutti…  sogna campi onirici dove spuntino ancora i rossi papaveri della passione.

Opere, queste sue, capaci di emozionare fin nel profondo, di stupire, di abbagliare i nostri occhi, di conquistare le nostre anime affamate di bellezza, capaci di far vibrare le corde più segrete dei nostri cuori.

Grazie Franco.

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Una risposta a I tramonti di Franco Falappa

  1. Franco Falappa ha detto:

    Grazie Anna della Tua gentilezza, della Tua bravura. Grazie anche a Dio di avermi dato un’amica cosi cara, ho esposto anche il Tuo scritto ai lati del quadro che simboleggia il tramonto dell’amata!!!!

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