In morte di Paolo Borsellino

Borsellino

In morte di Paolo Borsellino

19 Luglio 1992

CRONACA

 

Ore 17,16 –

“Il primo dispaccio di Agenzia”

si abbatte come la sciabolata di un lampo:

  “attentato.”

 

A Palermo, le pareti murarie

tremano, l’asfalto si liquefa,

gli oleandri s’impiccano

alle guglie dei cancelli.

 

Ore 17,40 –

Sul luogo dell’attentato

le ambulanze hanno raccolto

decine di feriti”

 

Uno, mille, centomila uomini

i vivi e i morti accorrono

a vedere il terrore bellico,

le rovine improvvise

di una nuova Gerico,

sotto il sole di un luglio tramortito.

Ore 17,50 –

 

“Nell’attentato è rimasto ferito

un magistrato: una mano

è stata raccolta da terra”

quella mano che prima attendeva

l’abbraccio materno (anche i martiri, sai

hanno una madre)

recisa dal corpo, come foglia volata

chissà dove, tra le ultime rose

addormentate, tra le dalie

col capo reclinato dalla sete,

tra i campanelli dei gelsomini

silenziosi per la consegna del silenzio

post-prandiale.

Ore 18,01

“Periti 4 agenti della scorta

nelle loro auto blindate”

Eufemismo di:

“bruciati come topi

nelle loro trappole”.

I loro cuori sono inceneriti,

i loro corpi aderiscono

alla finta pelle dei sedili.

Ardono.

Non fu permesso loro

di gridare all’appello

improvviso: – Mio Dio, Eccoci! –

 

 

“ORE  18,15: LA CONFERMA DELL’UCCISIONE”

 

E’ “certamente lui”,

il Giudice Borsellino.

Il suo corpo carbonizzato,

con il braccio destro

troncato di netto è nel cortile

del palazzo”

Come un improvviso nubifragio

che ci coglie ignudi,

ecco il tempo della nuova

Apocalisse.

Come una rapida sassaiola

di granate i media

ce ne inviano

le immagini.

“I morti sono 5. Tra di essi

una giovane donna.”

Una donna

con la sua storia,

il suo paese,

il suo amore,

il suo nome,

EMANUELA  LOI.

La prima vittima

di quel sesso gentile

che volle fare l’agente di scorta,

imparando a contenere

il cespuglio di capelli

nella guardina di un berretto

militare,

per diventare scudo

di un uomo,

la sua guardia,

la sua inconsapevole vittima.

 

Ore 18,22 –

“Il corpo di Emanuela  Loi

è stato ritrovato in un giardino”

Tra le bocche di clorofilla

ci furono grida concitate:

Accorrete! Venite a vedere

anche voi; Qui nel giardino

è nato un nuovo fiore!

Senza seme né trapianto.

Un fiore di carne

che un attimo prima

palpitava, respirava,

spargeva il profumo

delle sue risa.

Ora,

ha un cespuglio di capelli

per corolla,

e un ibiscus di sangue

sulla bocca.

Anna Marinelli

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Una risposta a In morte di Paolo Borsellino

  1. Giuseppina D'Amato ha detto:

    Davvero toccante, si percepisce la com-passione e l’amore che ci unisce alle vittime. Buona serata, Anna. Giuseppina.

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