Risposta alla Lettera a Manuelito sulla Poesia

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LETTERA A MANUELITO SULLA POESIA
Dolcissima Anna, ho letto il tuo messaggio e la lettera in risposta a Rosanna. Le tue parole esprimono una conoscenza fuori dal comune dell’animo umano, frutto anche dell’esperienza maturata, da parte di chi ama e si fa amare profondamente. Ma con te voglio essere sincero fino in fondo: riguardo a me stesso, ci sono ancora tante cose che mi sono oscure: perché scrivo, quanto crescerò. Veramente la poesia ha scelto me e non io la poesia? Scrivo composizioni solo da qualche mese …. tu cosa ne pensi ? Scusa se ti faccio tutte queste domande, ma anch’io sono un povero ignorante e spero che risponderai almeno ad una delle mie tante domande. Buona giornata, Anna e un bacio sentito e sincero, tuo Manuelito

*********
Grazie Manuelito, se senti dentro te questo fuoco come diceva Garcia Lorca,.. “un fuoco tra le mie mani” certamente la Poesia è venuta a cercarti e per dirla con il grande Neruda,

” Non so da dove sia uscita,
da inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, no erano voci
non erano parole né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte,
bruscamente fra gli altri, fra violente fiamme
o ritornando solo, era lì senza volto
e mi toccava.”

…..
e scrissi la prima riga incerta,
vaga , senza corpo, pura sciocchezza,
pura saggezza di chi non sa nulla,
e vidi all’improvviso il cielo sgranato e aperto,
pianeti piantagioni palpitanti, ombra ferita,
crivellata da frecce, fuoco e fiori
la notte travolgente, l’universo…..

Ed io, minimo essere, ebbro del grande vuoto costellato,
a somiglianza, a immagine del mistero, mi sentii pura parte
dell’abisso, ruotai con le stelle,
il mio cuore si sparpagliò nel vento…..”

Ella però è esigente. Come un’amante cura il suo corpo in attesa di un amplesso d’amore, tu dovrai curare la tua anima e tutto il tuo intelletto per accoglierla divinamente come Ella merita, ma tu sei già pronto per questo incontro..tu hai tutte le prerogative per piacerle…perché le sai parlare con le sillabe che lei predilige…quelle sillabe che la fanno fremere… ecco, vedi , ti parlo di lei come se fosse un essere Vivente…come se fosse una donna…ella ti domina.. ti fa dire le cose che vuole…come lei vuole…ti fa cantare per tutte le creature, perché è generosa… vuole che il tuo canto abbracci l’universo, dunque non solo carne e passioni della carne..ma anche spirito e anima e amore universale…

e per riuscire ad eseguire i suoi divini ordini devi esercitarti nell’ars poetica…essere sempre esigente con te stesso…sapendo che LEI è esigente con i suoi amanti..

Molte volte mi si sono avvicinate persone le quali volevano sapere come avviene la nascita di una poesia. E’ una domanda che viene rivolta a tutti coloro che scrivono. E tutti coloro che scrivono rispondono che La Poesia, quando vuole nascere è come un bimbo che vuole venire al mondo. Non si può impedire che questo miracolo avvenga, C’è una forza superiore e vitale che regola scandisce i tempi del nascere, come quelli del morire anche per la poesia. La poesia è come l’amore, e Gibran ha detto: ”Quando l’amore vi chiama, seguitelo.”

Ella quando vuole venire alla luce, bussa violentemente alle porte del cuore, si insinua nella mente, ti parla con parole insistenti, ti abbaglia…

Il poeta scrive solo se una emozione gli urge dentro, se un dolore lo percuote, un amore lo infiamma, o un ricordo lo immalinconisce. Il poeta vive il suo estro poetico in un inconsapevole anelito alla catarsi; purificandosi, ravvivandosi e rinnovandosi nell’enunciato creativo che è artistico perché è vero e sofferto..

non ti ho ancora detto… che Lei esige un tributo di lacrime per essere appagata…

Spesso la Poesia si abbevera alle sue stesse fonti.. fonti di lacrime e di sofferenza… ti posso confidare che molte delle mie cose più belle sono sbocciate nel giardino del dolore…come rose di Gerico che si schiudono solo se bagnate… bagnate di pianto… illuminate dal sole della Speranza, di quell’anelito, mai pago, che aspira ad arrivare alla soglia dell’Infinito…

Il poeta, è anche come “il Lampadiere” ovvero, colui che porta la lucerna della luce del cuore rivolta verso gli altri, lui forse, brancola nel buio, ma la sua parola può essere d’aiuto agli altri. E per dirla con uno dei più grandi poeti jonici del nostro tempo, Angelo Lippo, “la poesia è la sola luce che resta all’umanità. Ed il poeta è l’unico che riesce a sentire il rumore dell’erba che cresce.”
Penso che per oggi ti potrà bastare…ma ho molto ancora, sai, da raccontarti di Lei…

a presto, Manuelito……

“La tua amica in poesia, Anna”

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