Donna del mare

 

Quei pochi giorni che vado al mare sono giorni fecondi per lo spirito.

vado al mattino presto, mentre il villaggio è ancora addormentato.

Il mare è il mio amore

ed io vivo appieno una storia d’amore con lui.

Con l’aiuto del mio cellulare registro il video

e lo commento” in diretta” come se intercorresse tra me e Lui un dialogo amoroso.

Anche quest’anno il miracolo si è compiuto.

Ho scritto un piccolo Poema che si contrappone a “L’Uomo del mare” che pubblicai anni fa.

Non è roba da mettere su facebook…

Non vi sarebbe posto per i miei poveri versi, per i miei deliri, per i miei vagheggiamenti.

Il mio Blog è la mia casa, accomodatevi nel salotto buono e non abbiate fretta di andar via.

 

LA DONNA DEL MARE

Il primo profumo di caffè che si espandeva tra le case addormentate

era quello proveniente dal mio cucinino.

Mi alzavo sempre all’alba per sorprendere

con un sorriso la prima luce e berne a sazietà

prima che fosse giorno.

 

La prima Luce rosata era avvolta in una placenta di brina:

io la riavvolgevo, con mani tremanti,

per riporta in cassetto segreto.

 

Volevo precedere tutti e trovarti da solo.

Volevo sussurrare e gridare mille volte il tuo nome

Prima che orecchi indiscreti mi udissero

Prima che occhi invidiosi mi vedessero.

 

Era gradevole quella carezza leggera

che mi inviavi col tuo messaggero

a lambirmi la pelle,

per scacciare il calore della notte

che morbosamente indugiava sulle mie spalle.

 

Le barche si dondolavano come cullate da braccia materne

sospinte dal vento leggero.

 

Ancora non si udiva voce d’uomo.

E al ritorno, con le loro reti d’oro, i pescatori mi avrebbero chiamata

“la donna del mare”

perché mi trovavano sempre lì, allo stesso posto

invaghita di te; tua vestale, tua ancella, e sposa.

 

Orde di umani avevano lasciato le loro orme

sulla tua rena ed altre se ne prevedevano

In quest’ultima domenica di agosto,

che resterà scolpita dentro di me, per sempre.

 

Una lama di luce fendeva la tua acqua trasparente

nel punto in cui baciavi la piccola darsena

e la solleticavi dolcemente

come usano fare le madri

per sollecitare il risveglio dei bambini.

 

Un giorno mi donasti due conchiglie come souvenir.

Le tenni a lungo tra le mani

guardandole con occhi ancora increduli.

 

Ma fu una conchiglia fossile,

scolpita da millenni di carezze,

ad imprimere il sigillo al nostro idillio,

e raccontare di brividi alla pelle.

 

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2 risposte a Donna del mare

  1. Arlette ha detto:

    Non mi è difficile capire quanto facile sia sentirsi immensi per contenere la vastità di ciò che sia ama. En El muelle de San Blas; ascoltala Anna, è dei Manà, sembra si basi su una storia vera. Sembra che la donna aspettasse da una vita il ritorno di un uomo. Ha finito per avere ciò che cercava nella dedizione verso il suo mare. Ciao.

  2. Mimmo ha detto:

    Quando scrivi così … mi fai innamorare di più della Poesia !

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