Era dei carrettieri

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Era dei carrettieri la mia terra,
era dei cavamonti!
Scendevano a frotte, le vendemmiatrici,
verso i pianori dei vigneti.
Incessanti le processioni dei traìni
sulla vianova fresca d’asfalto.

Così la ricordo, distesa, la mia terra rossa,
come ventre sempre fecondo di raccolti.
S’innamora persino il sole
dei grappoli dorati
ammiccanti dalle spalliere, allineate e altere.

Era dei carrettieri la mia terra
Irrorata di fatica e sudore
di speranza e pianto,
di sorrisi e rimpianto.
Si scandiva con canti sereni
Il lavoro delle raccoglitrici d’ olive
che, chine sulla terra sanguigna,
riempivano il paniere
dei frutti smeraldini.

Era dei carrettieri la mia terra
baciata sempre dal vento di favonio,
mentre ora, gettato come un rudere
in un cortile, “stè chiange nnu trainu”
e questa vigna cchiù nno face vinu!

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