Negramaro

vendemmia

vendemmia

 

Echi di voci

valicano distanze.

Arabeschi di luce

filtrano tra  i pampini porpora e oro.

 

Finita  è la vendemmia.

Le donne si avviano

nella luce violenta

dell’acceso tramonto

odorose di mosto e di sudore.

 

Recano sulle loro labbra

il grappolo di negramaro

sfuggito alle cesoie,

le loro mani a conca

il calice più ambito dagli dei.

Feritoie azzurre i loro sguardi

rivelano al cacciatore

il cielo del fagiano e della rondine.

Impazienti,

con gesti appresi da antica pedagogia,

liberano il sartiame di capelli

ristretto in prigionie di ruvido cotone.

– stendardo femminino-

a catturare desideri.

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Una risposta a Negramaro

  1. Sergio ha detto:

    Una lirica che ha la forza di trascinare il lettore in luoghi lontani dal quotidiano della stragrande parte, eppure così sedimentati nel’immaginario e nella cultura da renderli immediatamente comprensibili e vividi della luce ,che una penna narrante arguta e immaginifica, profonde a piene mani… Sergio

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