Simbiosi

 

2011-10-11 MELAGRANA D'ORO-melagrana d'oro.jpg

SIMBIOSI

ora che il rovo mi appare

in tutta la sua acredine pungente

e miraggi d’agosto irragiungibili

sono le rosse bacche del peccato,

sopra questa bocca di biancospino

dalla amara magnetica bellezza,

tramonta ogni sera , dietro colline

di speranze recidive, l’astro assurdo del sogno .

vissi senza vivere, ad antichi retaggi precettata,

la libertà condizionata dalla consegna mestruale,

da un visto paterno, o da quello maritale.

la rossa melagrana ebbra di sole

poco alla volta fu sfrattata

dal suo tenero sito di carne,

e conobbe prigionie che mani samaritane

non seppero spezzare.

troppi sogni mi gridano dentro

come bimbi abortiti, e senza mani,

ed io che muoio un pò alla volta

ad ogni sogno nottetempo sotterrato .

quando mi renderai giustizia, vita mia,

quando potrò rinascere nel sole,

con altro destino e altro nome,

e un giorno lunghissimo da vivere

per riscattare questa lunga sera,

dove ho vissuto come prigioniera.

La poesia è dedicata alla poetessa Amelia Rosselli. Amelia nasce nel 1930 a Parigi, da Carlo Rosselli, esule antifascista, assassinato nel ‘ 37 come suo fratello Nello, e da madre inglese: dunque infanzia e adolescenza trascorse in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Non e’ un mero rilievo di cosmopolitismo forzoso, ma la constatazione di un fatto che si rispecchia nella lingua, nella scelta della lingua poetica: Amelia Rosselli puo’ scrivere indifferentemente in italiano, in francese e in inglese (Sleep, poesie in inglese e’ il documento di questa capacita’ ). Trovarsi a questo crocicchio linguistico in qualche modo ha liberato la Rosselli dall’ obbligo (quando non sia un impaccio o un incubo) di riconoscersi per forza una lingua madre: difatti non e’ semplicemente l’ italiano che la Rosselli impiega nelle sue raccolte, ma un linguaggio particolare, insieme libero e coatto, che piu’ che appartenerle appartiene soprattutto a se stesso. Forse la definizione della Rosselli piu’ calzante in profondita’ l’ ha data Pier Vincenzo Mengaldo: nella sua poesia si realizza una spinta alla riduzione assoluta della lingua della poesia a lingua del privato. Se si volesse condensare brutalmente, si potrebbe dire che la poesia della Rosselli e’ continuamente una poesia d’ amore, ossia un amore che si presenta come il terribile, giacche’ non ha luogo in cui apparire od annientarsi.

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