Commiato

2009-04-29 CHIESA MADRE-IMG_4161.JPG

 

Altissimo e muto si leverà l’addio

tra le navate della Chiesa Madre

dove bambina mi conducevi.

L’inadeguata parola sovrasterà

il campanile amico

quasi a sfidare altezze di cipressi.

 

Il commiato, madre mia,

io te l’ho dato quand’eri ancora in vita

raccogliendo  i tuoi respiri di grano,

i tuoi abbracci di fustagno,

la protezione del tuo amore

che solo alle querce strappava similitudini.

Ti ho pianto nei giorni dell’amore impossibile

seguendoti fino alla vetta

più ardua del Golgota

che sapeva anticipare Primavere.

Non temere, madre, oltre quel colle,

che adesso varcherai da sola,

ti attende un sole infinito,

e l’abbraccio di un Dio immortale

che la semplicità della tua vita

rivestirà con abito regale.

 

 

Anna Marinelli

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3 risposte a Commiato

  1. atmosferepoetiche ha detto:

    incredibilmente bella e toccante…

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