Conchiglia fossile

 

 

CONCHIGLIA FOSSILE

 

 

Acque dei mari, dei fiumi, dei torrenti

venite a me,

l’emiciclo del mio abbraccio

sarà la vostra baia infinita

dove torneranno messapi a sostare;

sulle vostre sabbie  bianche

cavalcheranno dioscuri.

Danzeranno fanciulle al suono delle vostre onde.

 

Lontane sirene tenderanno trappole

all’agguato delle murene

e i gabbiani stenderanno lini

per l’amplesso degli amanti.

 

Mare, mare, con  occhi di salsedine

mi scruti dentro.

La tua voce è quella del marinaio

che a sera chiama per nome velieri senza padrone,

 

quando s’imbeve di luna il sarago argentato

e l’ultimo ombrellone  abbandonato

giace riverso immemore di sole.

 

Un granchio affamato rotola verso la sua tana

briciole di cielo cadute

dalle mani di una donna azzurra,

e poco lontano un uomo

affonda lo sguardo opalescente

lì dove si perde l’ultimo pensiero.

 

Mare, che a sera custodisci nostalgie di naviganti,

le tue anse racchiudono paure di naufraghi,

che le albe dissolvono in polline di luce.

 

La mia anima ambisce  tesori di fondali

e nelle notti agostane  anela vendemmiare

i grappoli porpora dei tuoi coralli.

 

invece sono qui, attraccata ad un molo

dimenticato dal tempo,

mentre mi illudo, con mani  d’amore,

di riportare alla vita la fossile conchiglia.

 

Anna  Marinelli   24/5/2002

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