La vigna abbattuta

 

 

 

 

La  vigna abbattuta

 

Ormai è solitaria la vigna che amasti

nel rito di parole cadute, come foglie morte,al suolo.

Solo ora pesano i silenzi

e le parole non dette volteggiano impazzite,

negli atri della memoria.

Passi titani risuonano tra i filari

ad infrangere cattedrali di reciproco egoismo;

a sconfiggere ombre di presenze mancate.

Muraglie, le  parole taciute, i gesti incompiuti,

la carezza non data per eccesso di pudore.

Ma, troppo presto si compì per te la temuta profezia:

come tuono venuto da lontano

come folgore che si abbatte d’improvviso.

Ti prego,narrami ancora li cunti

della mia infanzia dorata:

donami ancora grappoli rossi,

preziosi come rubini,

ai miei occhi di bambina.

Soltanto al crocevia

mi permettesti di prenderti la mano

e percorrere al tuo fianco l’ultimo tratto di vita,

sconvolgendo relazioni verticali

radicate nelle vene contadine.

 

E madre tua divenni,

terapie d’amore m’inventai,

per un lampo di luce nei tuoi occhi.

 

Tu, padre, la vigna abbattuta

che riscattasti abissi di silenzio

pronunciando, con l’anima alla gola,

con ritrovato amore, il nome mio.

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E tu eri l’Italia

 

 

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Mi sono appostata ai crocicchi della notte

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Jonhatan

 

 

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Mari di girasoli

2011-03-26 FOTOTESTO - MARI DI GIRASOLI - fotopoesie -fotopoesia girasoli

MARI DI GIRASOLI

Dietro un finestrino
opaco d’impronte
di un treno ormai indifferente,
sedevo assorta,
anzi, avvolta
da un mare di pensieri
ora cupi, ora leggeri,
a volte insolenti,
ricordi dolenti
tra parole sospirate
senza voce, tra i denti.

Ma ecco, d’un tratto…
qualcosa mi distoglie,
anzi mi coglie
di gioiosa sorpresa.

Mari di girasoli
sulla terra si ergevano compatti,
l’uno accanto all’altro,
vicinissimi, si toccavano
quasi tenendosi per mano
col capo rivolto
verso la sorgente della luce.

Ed erano di un giallo solare…
Uniforme,
come aureole di santi
in un verde paradiso.

E allora diressi
Il mio sguardo verso essi,
e tutti i pensieri,
quelli rosa e quelli neri,
tutti, tutti annegarono, anzi,
si tuffarono,
tra le onde immote
di quel mare giallo,
come luce sfuggita
dall’uscio socchiuso del Paradiso.

Adesso nei miei occhi
s’intuisce soltanto il sorriso!

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La Parola negata

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La Parola negata

 

Carissimo Tonino,

 

ora che non ci sei ti voglio dire amore,

questa parola così usata, abusata,

scontata, ripudiata, respinta.

Io, qualche volta, l’ho sentita salire

lungo il tunnel del cuore, arrivare

sull’orlo delle labbra, come sull’orlo

di un pozzo profondo, e lì sentire

presto la vanità della parola,

la sua inutilità, la sua importanza.

 

Ed ho taciuto.

 

Altre volte, guardando la ruga

precoce della fronte, lunga e profonda

come una ferita, avrei voluto passare

lieve su di essa la mia mano, come

si fa con l’abito sgualcito e la sua piega.

Alla punta delle dita avrei voluto affidare

la parola “amore”, ma il gesto incompiuto

s’innalza come un muro,

un aborto di sorriso.

Ed ho taciuto.

Quella volta, ricordi; quella rara volta

che ti vidi brillare negli occhi

una lacrima cocente come l’oro fuso,

e battesti, muto, il pugno sulla tavola,

senza un urlo, un fremito, una bestemmia,

 

mi corse come un’ala di rondine la parola

amore, nei cieli solidali del mio animo,

ma il volo si fermò sulla tua piega amara,

e ancora non la dissi.

Ma stanotte, che mi manchi,

e mi manca la tua persona amata

il tuo essere uomo, il mio compagno,

Questa sera che mi sento naufragare

e i tuoni del silenzio sono più forti e cupi

questa sera ti chiamo “amore, amore” anzi lo grido,

AMORE!

 

 

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Per una poesia di Steve Barnet

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Al numero 10
la “maison du poète”
gerani rossi al balcone
che al mattino amo sfogliare.

Agli ignavi sembrano fiori
ma è un cuore rosso
esposto ai venti di scirocco
e qualche volta al gelo del grecale.

Se tu venissi…
saliresti solo tre gradini
per immergerti in una galassia di profumi.
Cosa mangeresti a cena
ti sarebbe facile intuire.

Nello stretto vestibolo
si adunano fragranze
ruffiane…

Vieni, sono da sempre qui,
come una galassia immobile
in attesa di un uragano di abbracci
e una sassaiola di baci
sulle labbra umide
e sugli occhi asciutti
bagliori di stelle lontane.

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Ansia di cielo

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Ansia di cielo mi prende

Ansia di cielo mi prende
tra le pareti silenziosese,
ignoro sempre che sapore avrà
quel quadrato d’azzurro
oltre le nubi.
Il cuore m’arde
nella gabbia di un petto
e immensi orizzonti attendono
il tocco lieve delle mie dita.
Ma questa notte
s’è compiuto un prodigio,
ho sentito nel silenzio
i battiti appassionati del mio cuore,
e ho avuto la conferma di essere viva !

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Assorta, estraniata

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Assorta. Estraniata,

culli i tuoi gioielli

ma forse culli anche i tuoi pensieri,

vaga il tuo sguardo

in cerca di qualcosa,

forse l’amato lontano,

forse un ricordo

che si palesa, d’improvviso,

a smuovere il mare d’erba,

che ti fa da giaciglio e cielo.

 

Ti ritrasse l’Artista

nella tua posa amorosa,

come aquila tranquilla,

in un nido sospeso,

compreso nell’emiciclo delle tue braccia.

 

Tutto il prato zittisce,

tace l’allodola,

non frinisce la cicala,

guardano tutti la madre amorosa

e la forza possente della sua ala.

 

Madre e figli sull’amaca

Joseph Rodefer Decamp [American painter, 1858-1923]

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Il Paese dell’Eterno mattino

Applicato in una classe di Pioltello,(Milano) il ciclo dell’ apprendimento di David Kolb con il mio Racconto  IL PAESE DELL’ETERNO MATTINO

GRAZIE MAESTRA GABRIELLA BALDARO.

 

David Kolb ed il ciclo dell’apprendimento

E’ l’americano David Kolb che nel 1984 ha fatto una sintesi delle ricerche sul processo di apprendimento fondato sull’esperienza, appoggiandosi alle teorie di John Dewey, Kurt Lewin e Jean Piaget.
Imparare è un processo di tutta la vita (life long learning). Per questo non ha senso dire che si è imparato tutto ciò che c’è da imparare o che il nostro apprendimento è completato. E’ una spirale che non è mai conclusa.

Ogni anello della spirale ha quattro fasi distinte in ogni ciclo.

  • L’esperienza concreta: coinvolgersi pienamente, apertamente in esperienze nuove
  • L’osservazione riflessiva: riflettere su queste esperienze ed osservarle da molte prospettive
  • La concettualizzazione astratta: creare concetti che integrino le osservazioni in teorie di riferimento logicamente valide
  • La sperimentazione attiva: l’ipotesi e le sue alternative vengono testate attraverso l’azione. Il risultato delle ipotesi diventate azione produce delle conseguenze, delle nuove situazioni (o nuovi problemi).

Per Kolb l’apprendimento è un processo sociale e l’insegnamento non è più un’esclusiva della classe scolastica, ma proprietà della famiglia, del lavoro, delle situazioni di vita quotidiana. Si può apprendere in qualsiasi situazione, non solo in quelle designate per l’apprendimento. La tesi del lavoro di Kolb è che l’apprendimento dall’esperienza è il processo attraverso cui avviene lo sviluppo umano.

Kolb propone anche una tipologia degli stili individuali di apprendimento (organizzati attorno agli assi: astratto/concreto; azione/riflessione).

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