Dove siete, bambini!

382703_10200647230216364_1421102074_n[1]

 

LE VOCI SONO SONO TUTTE LONTANE

 

Penso,

e ne sono convinta,

potrei impazzire

in questo silenzio

 

potrei perdermi

in questo spazio

di cattedrale

trapassata dalla luce.

 

Grido forte

nel mutismo labiale,

chiamo tutti per nome.

 

Parlo allo specchio

e mi rispondo

per pietà di me stessa

smarrita

nell’ingresso della casa,

amplissimo.

 

Sfoglio l’album

dei mille volti

e dai mille nomi,

caleidoscopio

delle voci perdute.

 

“Potessero le mie mani

sfogliare la luna”

mentre intorno

è desertica pianura

e le voci del passato

sono tutte lontane.

 

Dove siete bambini

dalle gaie risate.

 

Chi vi canta ora

la serie dei numeri,

e la ninna-nanna di Brahms,

le sole capaci

di convincere il sonno

a dimorare nei vostri occhi.

 

Lo stesso sonno

che ora diserta

i miei.

 

 

Come il tempo può mutare

ogni cosa.

 

Oggi sono io

che attendo

epifanie di voci

per ospitare il sonno

nelle pupille stanche.

 

 

 

—————————

Garcia Lorca

Annunci
Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Tornare da te

la casa che i nostri

32359561_10215442011714324_2263826310524567552_n.jpg

via castriota

Due parole per dare un senso a questi versi e a queste foto che paiono non avere senso…

ho conosciuto per volontà del Destino la persona che attualmente vive nella mia casa natale. Scopro che anche lei scrive versi…mirabili versi e ha scritto un Poema sulla casa…le confido che anche io ho scritto un Poema sulla casa…la casa della mia infanzia felice nelle cui pareti si ambientano ancora oggi i miei Sogni… Ci siamo accordate perchè io potessi andare a rivederla. Nonostante il moderno restauro avrei rivisto quella dimora che per me ha qualcosa di sacro.

Non desidero scrivere di ciò che ho provato…ma la cosa che più mi ha colpito è stato uno scambio di versi intercorso tra me e la nuova inquilina Manuela, la quale prima ancora che io ritornassi a casa mi ha raggiunto con un messaggio…erano versi autentici, sgorgati da uno spirito che sentivo gemello al mio. Ho risposto con altri versi, nei quali emergeva ciò che avrei voluto tenere gelosamente riservato e segreto solo nella mia anima.

 

 

 

E’ venuto un usignolo a

trovarmi

e mi ha portato lettere d’amore.

Il vento ha spalancato la

porta

e gli antenati sono entrati.

Come dagherrotipi

da scegliere

le memorie sono defluite

liquide per riempire quel

vecchio pozzo di ricordi.

Attimi di felicità.

La vita li rincorre sempre.

Finchè è vita

è  sempre.

Manu

 

La magia della poesia ha

condito vecchie pietanze e

noi abbiamo gustato lo

stesso sapore del passato

che ci insegue come un fido

animale… che scodinzola

silenzioso, come Argo, nel

riudire un passo amico.

Quelle pareti hanno sorriso

rivedendomi… mi sono corse

incontro nella loro

fissità… nel loro abito di

pietra antica… le ho udite

bisbigliare, mentre fingevo di non udire.

Anna

 

Anima che si fa pietra

leggera come le nuvole

di un pomeriggio di maggio.

Soffia tra i panni appesi e

vola via

sazia del suo essere

tornata a vivere.

Manu

 

I miei occhi  hanno cercato

invano il vecchio pozzo dove

bambina mi dissetavo alla

sorgiva di azzurre acque….

mi rivedo bambina spiare

dalle persiane per carpire i

segreti della controra

quando mia madre

imponeva un regime di

silenzio e clausura che

aveva del sacro.

Anna

992790_402076259903687_1424692582_n[1].jpg

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Quando sarò vecchia

Berthe_Morisot la culla.jpg

 

Quando sarò vecchia

e le mie ossa stanche

oseranno sfidare il tempo,

forse tuo malgrado, ricordati, figlio

di come ti tengo stanotte

abbracciato

e cantandoti la ninna nanna

sospiro, pensando all’ignoto futuro.

 

Oh caro,

in quest’ora per te

sono cibo, sono nido,

sono notte ed aurora.

Figlio,

quando fragile cosa sarò,

ricordati di quest’ora.

 

Nazzicando Alessandro..

 

inedita

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato | 1 commento

Ti guardo, ti sorveglio

depositphotos_130588972-stock-photo-elderly-woman-looking-out-the.jpg

 

Ti guardo, ti sorveglio

 

 

Ti guardo, ti sorveglio

ti giro intorno

fingendo d’avere mille cose da fare

lì nel tuo spazio.

 

Le mani sul grembo, rugose, sfiorite,

lo sguardo senza più alcun bagliore

sembra che in quella “cosa” non ci sia più un cuore.

 

Il cuore che un tempo ha gioito, battuto

adesso è lontano, adesso è perduto.

 

La tua sofferenza non si può misurare,

la morte del figlio è un terribile male.

 

Un male che consuma il sangue nelle vene

la morte del figlio è un male crudele.

 

Ti guardo, ti sorveglio, ti giro intorno,

ho scoperto che da tempo

guardi con desiderio

la finestra del settimo piano…

 

mamma, tu non lo sai, ma io sono viva,

e … ti amo !

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

la “maison du poète”

gerani-rossi_NG4

 

Al numero 10

la “maison du poète”

geranio rosso al balcone

che al mattino amo sfogliare.

 

Agli ignavi sembrano fiori

ma è un cuore rosso

esposto ai venti di scirocco

e qualche volta al gelo del grecale.

 

Se tu venissi…

saliresti solo tre gradini

per immergerti in una galassia di profumi.

Cosa mangeresti a cena

ti sarebbe facile intuire.

 

Nello stretto vestibolo

si adunano fragranze

ruffiane…

 

Vieni, sono da sempre qui,

come una galassia immobile

in attesa di un uragano di abbracci

e una sassaiola di baci

sulle labbra umide

e sugli occhi asciutti

bagliori di stelle lontane.

 

 

 

 

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , | Lascia un commento

Paese mio

2008-10-04 FOTOTESTO - paesemio SONO VENUTA NELL'ORA DEL VESPRO

 

PAESE MIO
Come il salmista voglio cantarti
il canto dell’emigrante che torna;
alzerò le mani verso le tue colline,
scenderò scalza verso le tue pianure di timo;
intingerò pennini in neri calamai di occhi;
verrò a vendemmiare grappoli nell’oro delle tue estati.
Paese mio, il tempo è maturato, le stagioni sono mutate,
ma la stella che mi dimora dentro è ancora lì,
ancorata ad un uncino di luna.
Voglio ricordarti negli inverni
avari di neve,
pensarti come un vecchio ricurvo,
intento a fondere rimpianti alle memorie
col rosso attizzatoio del camino.
Sono venuta nell’ora del vespro
a raccogliere inviti di campane,
quando suonano gioiose come un’agitarsi di ali,
quando espandono suoni di porpora e d’oro,
e paiono accarezzare le pieghe dell’anima.
Voglio cantarti, nelle feste d’autunno,
quando sciami di ragazze srotolano
arcobaleni di sguardi
per catturare perle di sorrisi.
Labbra di zafferano. Sorrisi di cannella.
Occhi che ammiccano alla vita
avvolta ancora tra sogno e incantamento.
Ti canterò nell’ora del tramonto, quando il secchio solare
s’immerge nel pozzo delle tue acque azzurre,
si perde oltre l’inarrivabili monti della Sila,
si adagia sotto la verde trapunta dei vigneti.
In quell’ora, ti sarò vicino come si fa con un padre,
ti dirò dell’aratro e della zolla, della falce e del grano,
della cesoia che s’abbevera alla mano.
Ti parrà di sentire una preghiera,
mentre s’incendia l’orizzonte nella sera.
Pubblicato in Fotopoesie, Uncategorized | Contrassegnato , | Lascia un commento

Lettera d’amore mai spedita

s0cz8ofxayf

carissimo mio,
sono avvolta in una sindone di silenzio questa notte, odo i rintocchi del vecchio campanile che squarcia il buio della nostra stanza. A volte inondata di quella luce che i nostri corpi emanavano avvinghiati dalla morsa dell’amore. Sento imperioso dentro di me il bisogno di urlare il tuo nome…di chiamarti Amore, sì, sì, ora!
ora che non ci sei ti voglio dire amore, questa parola così usata, abusata, scontata, ripudiata, respinta.
qualche volta, l’ho sentita salire lungo il tunnel del cuore, arrivare sull’orlo delle labbra, come sull’orlo di un pozzo profondo, e lì sentire presto la vanità della parola, la sua inutilità, la sua importanza. Ed ho taciuto.
altre volte, guardando la ruga precoce della fronte, lunga e profonda come una ferita, avrei voluto passare lieve su di essa
la mia mano, come si fa con l’abito sgualcito e la sua piega.
alla punta delle dita avrei voluto affidare la parola “amore”, ma il gesto incompiuto s’innalzava come un muro, un aborto di sorriso.

ed ho taciuto.
quella volta, ricordi; quella rara volta che ti vidi brillare negli occhi una lacrima cocente come l’oro fuso,
e battesti, muto, il pugno sulla tavola, senza un urlo, un fremito, una bestemmia, mi corse come un’ala di rondine la parola
amore, nei cieli solidali del mio animo, ma il volo si fermò sulla tua piega amara, e ancora non la dissi.

ma questa notte, che mi manchi,
e mi manca la tua persona amata
il tuo essere uomo, il mio compagno,
questa notte che mi sento naufragare
e i tuoni del silenzio sono più forti e cupi
questa sera ti chiamo “amore, amore” anzi lo grido,
amore!

ora quella parola è come un battaglio che irrompe nella notte, sbatte sulle mie tempie e si posa lieve come una carezza, la tua, quella carezza che questa notte mi manca.
ora che non ci sei mi sento precipitare nella voragine della tua assenza, che mi inghiotte e mi fa precipitare nell’antro più oscuro della mia anima assetata di te.
ti voglio dire amore, quella parola che non ti ho mai detto quando eri con me, quando ero tra le tue braccia forti come sequoie, che mi stringevano come liane di carne odorosa di fumo e di pelle.
la mia lingua si scioglie questa notte e ti chiama a gran voce, grido mille ti amo, ma le sillabe di queste dolcissime parole le sento cadere sulle palme delle mie mani, dure come lapilli, lancinanti come chiodi.

questa sera ti chiamo amore, ti urlo amore, ma tu sei lontano da me mille anni luce… sei prigioniero in un bunker di silenzio… dove non può raggiungerti il mio grido.

non senti che la mia anima grida, Aiuto!!
dove sei ? Mi manchi!
urlo mille ti amo che ricadono come atomi di illusioni sul nostro mare: icona di Te, braccia di Te, Sogno di Te, Bara di Te.
mi sento terribilmente sola…

“la solitudine è uno stato d’animo…”
chissà se questo aforisma l’ho inventato io
o me lo sto inventando adesso… che mi manchi.
mi manchi come il sole, l’aria, la gioia,
la musica, la poesia…
dammi presto tue notizie,
ne ho bisogno per continuare a vivere.

mi manca la tua follia, la tua lucida follia per infrangere le muraglie di silenzio che mi abitano addosso e che solo le tue mani saprebbero infrangere.
ascolto ogni giorno la nostra musica e non posso trattenere le lacrime.
la Musica, Lei sì che mi parla di te e ti avvicina ai miei occhi fino a sfiorarti con la forza del pensiero e del desiderio… fino a farmi percepire il calore della tua bocca che mi lambisce la pelle come fa il mare con la sua amata rena.

queste parole che ti scrivo, con le conchiglie degli occhi allagate di lacrime, non saranno mai lette o ascoltate da te, ma la forza dell’amore saprà trovare le giuste coordinate per fartene sentire almeno l’eco appassionato…

ti amo! E’ questa l’implacabile verità.

ora lo sai. Finalmente, quella parola negata ora l’ho pronunciata!
ti Amo. Resterò tua per sempre; tua nonostante il distacco, tua nonostante l’abbandono, tua nonostante il tradimento, tua nonostante la diserzione, torna!

il mio cuore, lo sai, è un nido di rondine, un’attesa di primavera.

❤ ❤ ❤

NOTA: Imitando miseramente la rovente lettera d’amore di Frida Kahlo all’amato Diego.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Il sole tra gli ulivi

30184478_10215225068730885_2082073865_n (1)

10422482_929320070426828_5451235260444883590_n1

IL Sole tra gli ulivi
Un barlume di luce
si fa varco tra gli ulivi.
Con cautela si inarca
tra un ramo più alto
e si sporge avanzando verso il cielo.
Ora, si stiracchia e poi in un baleno
si apre al nuovo giorno
in tutto il suo splendore.

(Dora Forino)

 

A mezzo il giorno

alleggerisce l’ombra degli umani

e appesantisce il passo dei pensieri..

S’insedia come re sul campanile

e col suo raggio infuocato

sfiora i fianchi e le gonne alle campane.

 Sul desco già compare

Il vino e il pane.

(Anna)

 

Come sono dolci i suoi raggi

Nell’ora del tramonto.

Quando fanno capolino

Tra le accalorate foglioline

Pare che ti prendano per mano

Per accompagnarti

In una dolce e serena notte estiva

Fino al prossimo giorno.

 

(Ester Lepore)

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

la casa del glicine

glicineglicine1

 

Sogno di vivere in una casa incorniciata di glicine in fiore, una casa immersa in una vasca di sole, una casa con le pareti dilatate per accogliere ogni viandante. Vorrei essere circondata da alberi perenni,  sempre adorni di fogliame smeraldino, dove le rondini verranno a fare il nido, arredato di piume e di petali ovattati.

Vorrei avere una casa senza mura, dove la luna potrà  chiedere asilo,  abitare nel mio salotto migliore, e specchiarsi negli specchi rifrangenti dei miei occhi.

La mia casa non avrà mai chiavistelli, basterà spingere l’uscio per entrare, ognuno potrà lasciare le sue orme, i suoi sandali potrà dimenticare.

La casa che vorrei  sarà rotonda come la forma della Terra amata, sarà sempre giorno e sempre mattino, ed il Sole con la Luna coabitare…

Le stelle argentate e turchine, sul mio uscio vederle giocare, come fossero bambine birichine potranno anche di giorno luccicare.

 

glicine

Casa con glicine

Io ti conosco

sei la voce della sera che mi dice

Amica, gemella,

anima che vaghi

ma non rimani sulla soglia.

Lenzuolo bianco

macchiato di indaco

hai steso le tue tele

nel vento dell’umanità.

Casa con glicine

Io ti conosco

Sei la pervinca che ho coltivato

Ogni tua tonalità

rima nel profondo

con la parola fedeltà.

 

(Emanuela D’Arpa)

 

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , | 2 commenti

Il tuo ritratto

depositphotos_69864409-stock-photo-a-pair-of-beautiful-blue

 

IL TUO RITRATTO

Intingerò
nella tavolozza dell’Alba
il mio pennello
per fare il tuo ritratto,
cara, cara anima;
asporterò dal Cielo
calamai d’azzurro
per colarlo nei tuoi occhi.

E, quando avrò definito
i tuoi contorni,
ti legherò
alla mia vena più robusta
perchè il Vento non disperda
la tua impronta.

Stelle bambine giocheranno a campana
sul tuo sembiante
per ricondurti alla trama dell’infanzia perduta.

E ti darò un nome nuovo :
lo cercherò da un fitto
calendario di santi,
sarà melodioso come suono di campane slegate
dopo una lunga quaresima di vita.

Sarà verde come il grano primaverile,
sarà rosa come la rosa dei giorni sfioriti,
sarà d’oro come il colore dei sogni,
sarà lieve come un battito d’ala,
come l’Angelo che mi ha sfiorato
tratteggiandomi la morte
per farmi aggrappare più tenacemente
alla Vita.

Pubblicato in poesie inedite di anna marinelli, Uncategorized | 1 commento