Comandamento

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Forse sono un’altra, mi dico,
un’altra che cammina su rovine,
un’altra che cammina e non s’avvede
di chi porta scarpe rotte quando piove;
e beve a una bottiglia già vuotata,
o fruga nei cassoni dei rifiuti.

mentre amare dovrei chi ha fame e sete di giustizia,
chi è povero e stracciato, chi piange e chi è esiliato,
perché senza merito e senza inganno,
filiazione divina è la dignità dell’uomo.

forse ho smarrito l’anima, sospetto,
guardando le mie arterie intorpidite,
quando una coscienza impercettibile
mi lascia muta, al dilagare di un vento di malizia
che stravolge ogni punto cardinale .

mentre amare dovrei
colui che ha fame e sete d’innocenza
e soccorrere chi il nido dell’aspide non vede.
amare è il miglior comandamento,
amare il fratello anche quando è caduto,
perché senza misura e senza inganno,
filiazione divina è la dignità dell’uomo.

quando nella mia notte sferica
palpo le mie vene ad una ad una,
chiamando all’appello tutti e cinque i sensi,
e nella culla della notte mi depongo,
ripiegando con cura la mia vita

mi pulsa nelle tempie una paura non configurata,
una paura latente,
visibile soltanto a ridosso dei pensieri,
tendo l’orecchio per carpire
ancora uno spiraglio di vita nel cortile.

chiedo al tepore del mio stesso corpo che mi rassicuri,
che il deserto dilagante è ancora lontano,
anche se intorno avanza con passi inavvertiti.

mentre, mi si rivela più tenace la teoria
che amare dovrei ogni essere umano…

a cominciare da me.

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Nello splendore del tramonto

bellezza antica

 

NELLO SPLENDORE DEL TRAMONTO

 

Nello splendore del tramonto

mi appari radioso.

Le vetuste facciate rinnovi

con parvenza di tessuti nuovi.

Alcuni lampioni

come giovani leoni, sfoderano

la loro svettante bandiera.

Occhio d’amante, il mio, ogni cosa

rapisce. Come in un album di foto

ogni scampolo di luce custodisce.

 

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Le frittelle di Santa Cecilia

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Santa Ceciglia e li péttele

Lu uègghiu friscu friscu ti trappito

ste fuma ‘ntra nna vecchia frizzalora,

maritima ste gira ‘nturnu ‘nturnu

cu si li mancia no’ ste vete l’ora.

La prima frizzulata si n’ha sciutu

lu tièmpu cu li possu zuccarare,

quist’otri tunni tunni ònu vinutu

ndorate sia ca sontu nnu villutu.

Comu cuscini di mele e di farina

Intra pare sia ca ste vammàce,

cu llu pinzière l’offru allu Mamminu

e Iddu nqualche grazzia cu nni face.

Li lurtimi so’ picca picca asckuate

e io lu sacciu ca tòccunu a mène,

mò mi li ssuppu ti vinu cuèttu e mèle

Santa Ceciglia nna vota all’annu vène.

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Stalking

la stanza di annysea

 

 

Stalking
Scorrono giorni inquieti
in un perimetro di storia.
Copro lividi sul volto
con ampi strati di calce,
bianca e purificatrice.
Ho il fiato sul collo tutto il giorno
le tue zanne mi succhiano il sangue.
Cammino con il tuo sguardo che mi perseguita
sento i tuoi passi risuonare sul selciato,
ho paura di voltarmi e di vederti!
So che ci sei, sei la mia ombra,
sei il mio carceriere senza catene,
sei nell’ombra,
sei come il riflesso della morte,
sei come una lama che trafigge il mio corpo
anche se da lontano.
In un perimetro di storia
mescolo le mie lacrime ad un caffè amaro,
amaro come la vita, amaro come un delirio di solitudine.
Costretta ad apparire con un volto imbellettato
ho dentro l’anima Invisibili piaghe di sofferenza,
putride di violenza.

Muto il mio labbro.
Sono muta davanti al mio assassino,
impotente e muta come agnello da tosare.
Avevo ali grandi come lenzuola di lino
ma ora sono accartocciate su di me
e mi avvolgono come una sindone.
Avevo ali grandi e volevo volare
ma le tue mani aguzzine mi tirano giù
come zavorre uncinate,
e porgo rassegnata i miei polsi
alle tue roventi catene.

Ma io avevo ali grandi,
ma io volevo volare!

 

 

Anna Marinelli

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Concerto di poesia

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Voci poetiche provenienti da tutto il territorio nazionale.

Franca Albano

Rosaria Ancora

Gabriella Baldaro

Marcello Barbuscio

Rina Bello

Marinella Capellini

Rosanna Cassano

Mina Cipriano

Lina Cirillo

Ada Coppola

Grazia Maria Corallo

Anna Elvira Cuomo

Angela D’amone

Emanuela D’Arpa

Anna De Lorenzo

Lilly De Siati

Dora Forino

Angela Grottoli

Andrea Iaia

Ester Lepore

Rosa Lerede

Ester Lucchese

Carmela Luzzi

Fabio Mancini

Nicola Mariano

Anna Marinelli

Caterina Massaiu

Mimina Mello

Giovanni Monopoli

Gianna Occhipinti

Jackie Onassis

Francesca Papadopoli

Mimma Peraino

Giovanni Proietti Cara

Pierina Quaglio

Valeria Radicchio

Anna Rochira

Giovanni Rossetti

Concepita Sansone

Andrea Santoro

Maria Giovanna Scalera

Gigliola Scoletta

Silvestro Silvestri

Elio Tomaselli

Giovanna Venneri

Cosimo Vizzarro

 

 

 

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Ad Angelo Lippo

 

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Omaggio alla memoria di Angelo Lippo

Poi venne un caldo vento di favonio,
fu quello che voltò l’ultima pagina.
Fu come un vento gagliardo e fiero,
venuto a raccogliere la spiga ormai matura.
Venne con una lama lucente di dolore
al pari di cesoie ben affilate
a tagliar l’ultimo grappolo di sole
quello che stillava vino di poesia,
quel nettare gradito agli dei
e a quelli come te
nelle cui vene a fiumi scorre
taciturna e greve.
Fosti vessillo di cobalto
issato sulle rive dello Jonio
e figlio di carrettieri,
come si dice ancora
tra le tue note austere.
Ma tu fosti e sempre resterai,
il nostro capitano,
sulle cui rotte si unirono a frotte
i sognatori,
gladiatori dalle mani inermi
che impugnare solo sanno
lo stilo affilato del loro pensiero.

Ora hai deposto il logoro timone
e la sorte di questa città
ormai non t’impaùra.

Che tu possa godere
dell’ agognato sorriso degli angeli,
mentre a noi, superstiti, tra lo smog
di queste rive,
rimangono soltanto
occhi di silenzio
che colmano di rimpianto
le ampie stive.

 

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In bilico tra la vita e il sogno

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“Sei pallida per la stanchezza
d’ arrampicarti in cielo e guardare sulla terra.”in bilico tra la vita e il sogno

che ti seduce d’azzurro

che scalza ti fa percorrere savane

che ti fa camminare su merletti d’onde.

zavorra di giorni ti tarpa le ali

l’emiciclo delle tue braccia

stringono carezze abortite

“Sei pallida per la stanchezza
d’ arrampicarti in cielo e guardare sulla terra.”

vendemmie di sorrisi

celano insidie nei filari

la spina è nel fianco,

e il taglio della cesoia

arrossa il viso.

il dolore della sua assenza

ha sapore di aceto e fiele

ad umettare le sitibonde tue labbra

che ardiscono nel sogno

suggere latte da nuvole di panna.

stanze di cielo abitasti nei giorni del delirio

ma la tua residenza è tra l’umano sentire,

cuore mio!

ti accarezzo pietosa e ti scruto in volto

sei pallido per la stanchezza,

d’ arrampicarti in cielo e guardare sulla matrigna terra

———————————–
“In bilico tra la vita e il sogno” Incipit di Shelley)

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Una visita graditissima

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29 ottobre 2019

Questa sera ho avuto la gradita visita di Prisco Carafa  proveniente dall’Olanda con la sua gentile signora Marica, accompagnati dall’amica comune Filomena…è stata una visita che mi ha colmata di gioia avendo trovato anime attente e sensibili alla poesia…

la signora Marica pur essendo originaria della Cecoslovacchia ( e conoscendo ben 5 lingue) ha letto numerose mie poesie soffermandosi con meraviglioso stupore ora su un verso ora su un altro. Sentire le parole uscite dal mio cuore pronunciate con una musicalità mai udita prima, mi ha emozionata tantissimo.

Vi sono stati momenti in cui ho sentito forte una intesa spirituale ed intellettuale che come un filo sottile mi legava a questa bella e sensibile Donna. A tratti sono sfuggite lacrime dolci. Grazie Prisco per avermi fatto questo dono. Lo custodirò nel cuore sempre.

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40 anni di poesia

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Penso che valga la pena pubblicare un post con alcuni reperti storici della mia familiarità con la poesia. Sono 40 anni che vivo i miei giorni passo dopo passo con la Mia Musa dell’anima. E’ Lei che mi segue in ogni mio andare, è lei che mi si fa dappresso nelle notti senza sonno, è Lei che asciuga le mie lacrime non sempre versate, è lei che mi spinge a sorvegliare la nascita del nuovo giorno, a sospirare lo schiudersi di una nuova rosa, è Lei che mi spinge ad alzarmi di notte per scrivere un verso da non perdere. è lei la mia amica geniale che mi tiene per mano e mi fa sentire meno sola in questo tempo senza valori e senza più poesia.

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Il giardino delle rose

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